Legal design e copywriting

25 - 01 - 21 | Legal design | 0 commenti

Legal design e copywriting: scrivere un documento legale in maniera più efficace.

Scrittura e Legal Design: come si incontrano?

Comunicare è qualcosa che sentiamo di dover fare e che è inciso nel nostro DNA.

Senza comunicazione la società non esisterebbe; ognuno vivrebbe come un essere isolato dal resto dei suoi simili, incapace di intrattenere rapporti con gli altri e in lotta per una mela o un posto dove dormire.

La natura ci ha fatto “animali sociali” e come tutti noi giuristi sappiamo: “ubi societas, ibi ius”.

Perché scriviamo?

Ad un certo punto abbiamo deciso di mettere “nero su bianco” (alcuni preferiscono bianco su nero, ma questa è un’altra storia) il contenuto di questa comunicazione, comprese le regole necessarie per vivere in una comunità.

Lo abbiamo fatte per dare “solidità” a quelle parole.

In genere, quindi, perché scriviamo qualcosa?

Beh…di solito lo facciamo per comunicare a qualcuno un pensiero, un’idea, un’informazione, per esprimere uno stato d’animo, per ricordare un avvenimento, per ordinare una fornitura, per comunicare con i nostri collaboratori, per definire delle regole e così via.

In tutti questi casi trovare le parole giuste è importante se vogliamo raggiungere il nostro obiettivo. Questo vale soprattutto se da quello che scriviamo – e ancor più in base a “come” lo scriviamo – può dipendere una conseguenza che può incidere profondamente nella nostra vita.

Se la “buona scrittura” ha quindi una grossa rilevanza nella vita di tutti i giorni, questa importanza raddoppia nel mondo giuridico, dove le parole vanno pesate e scelte con estrema cura.

Cosa cambia per la scrittura giuridica?

Nulla. Il concetto è lo stesso: raggiungo l’obiettivo se scrivo ciò che serve nel modo più adatto.

Nel farlo bisogna porre grande attenzione alla scelta delle parole: scriverne una piuttosto che un’altra può determinare effetti giuridici completamente diversi.

Quel che serve:

  • padronanza della lingua;
  • dominio della tecnica redazionale;
  • conoscenza della materia oggetto del documento che si vuole scrivere.

Si pensi ad un testamento, ad un contratto di permuta, ad un contratto di fornitura elettrica, alla privacy policy di un’azienda che ha un e-commerce.

In tutti questi casi chi scrive deve seguire un processo di redazione che parte dall’analisi delle esigenze da soddisfare, passa per lo studio delle norme coinvolte (che, com’è noto, a volte prescrivono una certa forma per l’atto) e si conclude con la scrittura del documento finale.

Normalmente la cosa finisce qua.

Attraverso il Legal Design, invece, abbiamo l’occasione di fare “un passo in più”.

Facciamo un esempio.

Immaginiamo un contratto di fornitura del gas naturale.

Le clausole sono molte, complesse e la grafica non aiuta nella lettura.

Il signor Mario Rossi ha difficoltà a comprendere i termini dell’accordo e a questo punto gli scenari sono due:

  1. Mario firma senza capire quali sono i suoi diritti e i suoi obblighi.
  2. Mario decide di non firmare perché si ferma alla superficie e ritiene il contratto poco vantaggioso.

In entrambi i casi “si perde qualcosa”.

Il linguaggio è eccessivamente tecnico – anche dove non serve – i caratteri risultano poco leggibili e la struttura editoriale del documento non ne consente una consultazione agile.

Insomma, questo contratto non è in grado di far comprendere concretamente il proprio contenuto al destinatario, benché sia stato progettato “per l’uomo medio”.

Non è in grado di raggiungere il suo scopo (Attenzione! Non confondere con gli effetti giuridici dell’atto).

Come risolvere il problema della comprensibilità?

L’ultima fase del processo di redazione del documento – cioè quella di scrittura – è la fase in cui il Legal Design può intervenire e disinnescare in anticipo una serie di problematiche legate alla mancata comprensione del testo del documento, o alla scarsa usabilità di esso, consentendo al messaggio giuridico di raggiungere effettivamente il lettore/destinatario e l’obiettivo individuato.

Come si fa?

  • Va definito il destinatario del messaggio giuridico;
  • si identifica lo scopo del documento;
  • si sceglie il linguaggio più adatto (senza tralasciare o semplificare al punto di perdere significato giuridico) e si scrive il testo;
  • progetto una struttura grafica adatta a quel destinatario.

Un lavoro effettivamente complesso, che richiede competenze trasversali o il supporto di diversi professionisti ma che può portare il diritto ad un livello nuovo, più umano, dove il rischio di incomprensioni e ciò che ne deriva si riduce di molto grazie al lavoro di Design Legale.

Quindi, cosa significa scrivere utilizzando il metodo del Legal Design?

Vuol dire: progettare e redigere un documento funzionale.

Non basta solo scrivere un contratto giuridicamente perfetto, è necessario tenere in considerazione la persona che leggerà il documento, prenderci cura di lei per consentirle di capire cosa le si sta dicendo.

Del resto il diritto nasce da e per l’essere umano e forse il Legal Design (e il copywriting) può essere quel faro che riporterà luce in una selva oscura rimasta per troppo tempo cupa e intricata.

Legal design e copywriting.

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