Perché aggiungere le icone ad un’informativa privacy

29 - 11 - 21 | Legal design | 0 commenti

Le icone aiutano la comprensione del testo. Ciò grazie all’effetto di dominanza dell’immagine.

L’uomo è stato progettato per guardare, la lettura ce la siamo inventata noi attribuendo significato a delle immagini.

Questo si traduce in una naturale propensione ad essere attratti più facilmente da una bella immagine che da un testo.

Questo fenomeno è tanto evidente se pensiamo a come noi stessi “leggiamo” i post degli altri sui social.

Cosa attrae la nostra attenzione?

Semplice: in primis l’immagine usata per il post.

Dopo aver guardato l’immagine, allora e solo allora leggiamo il titolo e forse iniziamo a leggere il corpo del post.

Anche se dovessimo arrivare “fin qui” comunque proveremmo a ridurre i tempi di lettura e cercheremmo di “arrivare al sodo” cercando appigli visivi per trovare subito l’informazione che stiamo cercando nel testo.

Ma perché?

Perché la nostra attenzione è limitata.

Il cervello cerca di risparmiare energie facendo quello che gli viene più naturale: guardare prima che leggere.

È più facile per noi individuare un’immagine diversa in un insieme di immagini uguali piuttosto che trovare l’unico errore in una breve frase.

Si tratta dell’EFFETTO DI DOMINANZA DELL’IMMAGINE.

Ed in un documento legale?

Cosa accade quando siamo davanti a un documento complesso come una privacy policy scritto come un bel muro di testo, senza alcun aiuto visivo che ci permetta di muoverci al suo interno e trovare le informazioni giuste?

Anche qui la risposta è semplice: ci arrendiamo, lasciamo perdere.

Ci dimeniamo con lo sguardo su e giù per il testo alla disperata ricerca di un grassetto, di una parola che possa venirci in soccorso.

Uno sforzo immane che si traduce quasi certamente nella rinuncia alla lettura.

Ecco perché è fondamentale progettare un testo che “si faccia leggere”. Ancor più se il testo in questione è contenuto in un documento legale.

Il legislatore europeo sa che bisogna aiutare il lettore a muoversi nel documento ed a comprenderlo, per questo chiede al Titolare del trattamento di adoperarsi affinché l’informativa sia chiara, trasparente e comprensibile.

Lo chiede espressamente all’art. 12 del GDPR, storia nota.

Addirittura, al comma 7 il legislatore suggerisce al Titolare di considerare la possibilità di fornire all’utente degli appigli, degli elementi grafici che consentano di individuare le informazioni e decifrarle.

“Le informazioni da fornire agli interessati a norma degli articoli 13 e 14 possono essere fornite in combinazione con icone standardizzate per dare, in modo facilmente visibile, intelligibile e chiaramente leggibile, un quadro d’insieme del trattamento previsto […]”.

Ciò che consiglia di fare il legislatore, ove possibile ed opportuno, è in pratica sfruttare l’EFFETTO DI DOMINANZA DELL’IMMAGINE per dare un supporto all’utente realizzando effettivamente e più facilmente la trasparenza e la chiarezza che si richiede ad una informativa.

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