DESIGN 101 – IL RUOLO DELLO SPAZIO NEI DOCUMENTI

16 - 07 - 21 | Legal design | 0 commenti

Il ruolo dello spazio nei documenti

Eccoci ad una nuova puntata di Design 101: serie nella quale cerchiamo di rendere più accessibile il design e la grafica, per farli diventare alla portata di tutti.

Oggi ci soffermeremo su un dettaglio che non sempre è tenuto in considerazione ma che è decisamente molto importante: lo spazio vuoto e soprattutto il ruolo dello spazio nei documenti.

Per analizzare l’importanza dell’argomento, è necessario comprendere una cosa: tutte le discipline del design si occupano dello spazio negativo, di fatto lo spazio vuoto.

Nei progetti di architettura, ad esempio, sarebbe possibile affermare che si disegna il vuoto, il contenitore dello spazio. Che sia il disegno planimetrico o quello di una facciata di un palazzo, l’operazione che di fatto si svolge è la definizione del vuoto, ossia ciò che lascia spazio alla luce e che, secondo il famoso architetto Peter Zumthor, definisce l’essenza stessa dello spazio.

Come può esserci utile tutto questo? Beh, capirete bene che nel disegno grafico il concetto non cambia.

Osservando un design, possiamo comprendere la sua bontà e utilità valutando anche come è stato utilizzato e sfruttato lo spazio vuoto.

Cosa sarebbero i più famosi loghi, la User interface dei siti web o anche un post Instagram, senza calcolare la proporzione tra spazio pieno e vuoto?

Volendo lasciarci andare per un momento ad una considerazione sociologica e filosofica, potremmo citare le parole del sociologo Jean Baudrillard che accusava la società moderna di essere affogata e riempita dall’immagine, senza lasciar spazio all’illusione.

Entrando quindi nel vivo dell’analisi, vediamo che lo spazio vuoto riveste un ruolo fondamentale anche nella tipografia, disciplina del design che si occupa di “lettere” e della rappresentazione scritta del linguaggio verbale.

Lo spazio vuoto in tipografia non è casuale: ogni typeface ha il suo specifico set di regole di spazio che viene definito dalla fonderia o dal designer che lo crea e, successivamente, possono essere modificate da chi lo utilizza per adattarlo al contesto.

Ma quali sono le regole di spazio?

Oggi parleremo di kerning, tracking, leading, word spacing e paragraph spacing. Se imparerete ad utilizzarle, potrete migliorare di molto il design dei vostri documenti.

KERNING

Quando iniziamo ad utilizzare la nostra typeface preferita (p.s. nessuno vi giudica se scegliete comic-sans) ingenuamente pensiamo che il designer o la fonderia che l’ha progettata si sia limitata semplicemente a disegnare le lettere. E bene non è così: avranno sicuramente pensato anche al Kerning.

Il Kerning è la distanza che intercorre tra due glifi (le lettere, per intenderci) ed è importante quasi quanto il glifo stesso. Ad esempio, in un font serif tipo Times New Roman, se il Kerning non fosse ben bilanciato rischieremmo di avere le “grazie” (i piedini del serif) accavallati che renderebbero davvero difficile leggere le parole. Nel caso dei font sans sarebbe anche peggio: l’assenza di spazio potrebbero creare delle illusioni e trasformare, ad esempio, due n in una m.

TRACKING

Il Tracking è ciò che ci salva dai muri di testo. Molto simile al Kerning (infatti in molti lo confondono) è la distanza tra gruppi specifici di lettere.

Volendo spiegare meglio: se il Kerning è la distanza specifica disegnata per ogni coppia di caratteri, il Tracking è una quantità di spazio che si aggiunge (o toglie) al Kerning, all’interno di ogni parola o allo spazio tra due parole.

Ciò risulta molto utile per migliorare la leggibilità dei documenti o per rimuovere le “windows” (quando una nuova pagina o una nuova colonna si apre a causa di una singola parola) e/o gli orfani (quando una singola parola chiude un paragrafo).

LEADING

La UX di un qualsiasi corpo tipografico, cartaceo o digitale, dipende molto dalla quantità di parole che l’utente visualizza sulla pagina, ancor prima di iniziare a leggerlo. Molto spesso, infatti, l’utente abbandona la lettura ancor prima di iniziarla.

Il Leading aiuta molto a gestire questa variabile: altro non è che la distanza verticale tra le linee di base dove si poggiano tutti i caratteri (per capirci meglio, il rigo dove si poggiano le lettere).

La parola Leading affonda le sue radici nella storia: leading (come lead, piombo) è l’operazione che veniva eseguita nella stampa a caratteri mobili proprio per allineare verticalmente le lettere, facendo risultare le righe tutte dritte, utilizzando una linea di piombo a legare ciascun carattere mobile.

Si conclude qui quest’episodio di design 101 che, speriamo, vi sia stato di aiuto per comprendere maggiormente il mondo del design applicato alla grafica.

Utilizzando questi strumenti e comprendendone il senso, riuscirete a migliorare sempre più la leggibilità dei vostri documenti.

Il ruolo dello spazio nei documenti.

Per approfondire leggi anche gli episodi precedenti:

LE ORIGINI DEL LEGAL DESIGN

IL RUOLO DELLA GRIGLIA

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